Esponente della corrente pittorica del Novecento Italiano

Sei in:

ACQUEFORTI

Betto Lotti – Acquafortista

Nella tecnica di realizzazione delle acqueforti, perfezionata durante gli anni dell’Accademia, Betto Lotti mostra una precoce inclinazione naturale. Alle prime esposizioni collettive, infatti, ottiene importanti riconoscimenti come il 2° PREMIO MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE a Firenze nel 1912.

L’anno successivo, alla Prima Mostra di Bianco e Nero inaugurata a Pistoia il 20 Luglio 1913, Betto Lotti partecipa come acquafortista insieme all’amico Ottone Rosai, presentando quattro opere: La Grande Fornace, La Taverna, Disarmo e Lavoro in Laguna, che riscuotono notevoli apprezzamenti.

L’esposizione di Pistoia, una delle primissime di questo genere in Italia, anticipa la prima grande Esposizione Internazionale di Bianco e Nero, organizzata a Firenze nell’estate dell’anno seguente dalla Società di Belle Arti. Un evento, questo, che crea il substrato a tutto il Novecento italiano nel campo della grafica.

L’attività dura circa un decennio e culmina nel 1922 quando Lotti viene selezionato tra gli artisti presenti all’Esposizione di incisori toscani a Montreal, in Canada.

Nel 2000 lo storico dell’arte Emanuele Bardazzi pubblica un volume dal titolo “Acquafortisti e xilografi del primo Novecento” con la storia dell’arte incisoria in Italia, inserendo anche Lotti tra i più grandi interpreti di questa forma di espressione artistica.